4 L'ingegneria genetica bianca e la protezione dell'ambiente
4.5 Biocarburanti
Uno dei grandi traguardi della scienza mondiale sarà quello di
riuscire a sostituire le sostanze di origine fossile - derivate da
petrolio e metano - con materie prime rinnovabili. Sul mercato
sono già disponibili due tipi di carburante liquido: il biodiesel
e il bioetanolo. Originariamente i motori a diesel erano stati
concepiti per essere alimentati con oli vegetali, come l'olio di
colza. Questa idea è stata rilanciata. Per ricavare bioetanolo
(alcol) si fermentano delle piante contenenti amido e zucchero.
Oggi l'etanolo viene prodotto in grande stile dalla biomassa
in oltre 30 paesi. In Brasile il bioetanolo copre il 16 % del
consumo complessivo di carburante. In Europa, la classifica è
capeggiata dalla Svezia.
Mais genico e paglia nel serbatoio
L'ingegneria genetica favorisce la produzione di biocarburanti
in due modi. Innanzitutto aiuta a coltivare varietà vegetali appropriate.
Negli Stati Uniti si sta sperimentando una qualità di
mais geneticamente modificato, che nella fase di maturazione
produce un enzima capace di scindere l'amido e predigerire i
grani. Ciò permette di risparmiare un quarto di energia nella
produzione di etanolo. In secondo luogo, l'ingegneria genetica
permette di produrre enzimi in grandi quantità. Per sfruttare
materie (rifiuti) finora inutilizzate, come paglia, gambi di
mais o scarti di legno per la produzione di biocarburanti, si
procede all'idrolisi enzimatica della cellulosa presente nelle
piante. Presupposto: la fabbricazione a basso costo degli enzimi
adatti, in microrganismi geneticamente modificati.
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Ultima modifica: 2009-05-25 12:17:15