1 Ricerca
1.2 Genomica
«Dimmi, quanti geni ha un essere umano?» Marcello è
sorpreso della domanda. «Boh!», risponde, «Non ne ho la
minima idea. Probabilmente tanti. Mi chiedo come facciano
a starci tutti nel nucleo della cellula che è minuscolo.» Imad
fa cenno di sì: «Penso che anche i geni siano molto piccoli.
Sono fatti solo di molecole o una cosa del genere.» Dopo
una breve riflessione Marcello aggiunge: «Giusto, sono composti
dalle quattro basi GACT. Sembra la scritta di un graffiti.
Dobbiamo averne dei miliardi in ogni cellula.» Imad è
stupito: «Accidenti! E quanti geni fanno in tutto?»
La grande sorpresa
Il corpo umano è un apparato estremamente complesso. Le
ossa, il sistema nervoso e gli organi sono stati studiati in
modo approfondito. Ma a livello molecolare rimangono
ancora molti misteri. Ogni cellula racchiude un numero
enorme di diverse proteine che vengono fabbricate grazie
ai piani di costruzione contenuti nei geni. Lo studio
del DNA ha permesso di rispondere a molti interrogativi
appassionanti: Come funzionano questi piani di costruzione?
Quanti geni possiede l'uomo?
La genomica si occupa proprio di questo campo della ricerca.
Nel 1990 fu lanciato il Human Genom Project con l'obbiettivo
di analizzare i tre miliardi di coppie basiche del patrimonio
genetico umano. I ricercatori avevano previsto 25 anni
di lavoro. Grazie però all'informatica, all'automazione e a
migliori tecniche di laboratorio, il codice del genoma umano
era pronto già nell'aprile 2003. L'intera sequenza delle lettere
A, T, G, C del DNA era stata decifrata. Si sono scoperti
25 000 geni codificanti proteine. Il genoma umano possiede
molto meno geni di quanto supposto - poco più dei vermi
nematodi. Questa è stata la grande sorpresa.

Come si decifrano i geni
I geni sono così piccoli da non essere visibili neanche
al microscopio. Per studiare i geni, questi devono essere
estratti dalla cellula e poi moltiplicati. Il DNA viene copiato
fino a ottenerne grosse quantità che diventano così visibili.
A questo scopo si ricorre all'enzima polimerasi, in grado
di copiare velocemente le sequenze dei geni. La tecnica si
chiama Polymerase Chain Reaction (PCR) o reazione di
polimerizzazione a catena. Ma come si fa a leggere
la sequenza di lettere del DNA in laboratorio? Ciò che
avviene facilmente in natura nella cellula è stato finora
un rompicapo per la scienza: le molecole A, G, C e T non
sono infatti visibili. Per decifrare la sequenza di lettere
s'impiega oggi la tecnica del sequenziamento, che risolve il
problema con molta astuzia (vedi grafico).
Ancora molto da fare ...
Ancora molto da fare ...
Oltre al codice genetico dell'uomo si sono decifrati anche i
genomi di diverse specie animali e vegetali. Si conosce ad
esempio il codice genetico del topo o quello della zanzara
portatrice della malaria. Il codice genetico non è però
assolutamente identico negli individui della stessa specie.
Ciò significa che nel filamento di DNA le coppie di
basi differiscono da individuo a individuo. Il genoma di
ogni essere umano è unico, come un'impronta digitale.
Oggi i ricercatori sanno che aver decifrato il genoma umano
non significa che il lavoro è terminato. Al contrario, è appena
iniziato. Bisogna capire infatti quali sono le differenze nei
codici genetici delle persone e cosa ciò comporta. Bisogna
studiare com'è organizzato il genoma, come insorgono i
danni ai geni e come questi vengono riparati dalle cellule.
Passa con il mouse sopra i titoli rossi!
1. Preparazione: isolare i frammenti di DNA
Prima di inserire il DNA
nell'apparecchio di PCR,
il filamento viene sezionato
in piccoli pezzi
mediante le forbici
naturali del DNA, gli
enzimi di restrizione.
2. Tecnica PCR:
crescita esponenziale
Per effettuare una PCR, si
prendono dei piccoli contenitori
di plastica dove si mettono i mattoncini
del DNA A, C, T, G nonché gli
enzimi polimerasi e i frammenti di DNA.
Questa miscela viene innanzitutto riscaldata
nell'apparecchio di PCR. Il DNA si divide in
singoli filamenti. La miscela viene poi raffreddata
a una temperatura ottimale per la polimerasi:
l'enzima si avvale delle coppie di basi per completare
i singoli filamenti e formare dei doppi filamenti. Un frammento
di DNA viene così duplicato ad ogni passaggio.
15 passaggi generano oltre 30 000 frammenti di DNA identici.
3. Sequenziamento:
frammenti di DNA con
terminazione nota
L'ordine dei singoli mattoni
di DNA in un gene viene
determinato grazie al metodo
d'interruzione della catena.
Per la PCR si aggiungono dei
cosiddetti codoni di stop per un
determinato tipo di base, per esempio
stop G. Se per caso la polimerasi
incorpora al posto di una G normale uno
stop G, il processo di copiatura s'interrompe.
Dopo la PCR si hanno numerose copie di diversa
lunghezza dei frammenti di DNA da studiare e tutti
terminano con uno stop G.
4. Elettroforesi:
ordinare in base
alle dimensioni
I frammenti ottenuti sono troppo
piccoli per essere paragonati
direttamente fra loro. Vengono quindi
iniettati dall'ingegnere genetico in un
gel attraversato da corrente. I frammenti
di DNA sono a carica negativa e migrano
quindi verso il polo positivo. I pezzi più
piccoli arrivano più lontano di quelli più
grandi, che hanno maggiore difficoltà ad
avanzare nel gel. Dopo la PCR ogni pezzo
è disponibile in migliaia di copie. Poiché i
frammenti della stessa lunghezza percorrono
la stessa distanza nel gel, si possono distinguere
delle bande in questa sostanza. Ogni banda
corrisponde a un segmento che termina con G. Se due
bande sono poste fianco a fianco, significa che anche nel
gene ci sono due G vicine. Se le bande sono molto distanti fra
loro, vuol dire che fra loro vi sono molte altre lettere. Ripetendo
l'operazione con stop A, stop C e stop T si può determinare
l'intera sequenza genetica.
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Ultima modifica: 2009-06-09 11:15:41