1 Ricerca

Mossa dalla curiosità umana, la ricerca di base vuole capire il funzionamento degli esseri viventi e della natura. Innanzitutto si devono costruire delle teorie scientifiche che dovranno poi essere verificate e discusse in seno alla comunità scientifica. Per sapere come ciò avviene in pratica nell'ingegneria genetica, nove allievi si sono recati in diversi laboratori di ricerca universitari e hanno discusso con ricercatrici e ricercatori.

In laboratorio si svolge essenzialmente una ricerca di base. Uno scienziato spiega cosa significa: «Qui studiamo le proteine che svolgono un ruolo determinante nella coagulazione del sangue». Un'allieva freme quando si apre l'incubatrice, non sopporta la vista del sangue. Il ricercatore mostra invece dei recipienti piatti che contengono una gelatina chiara. Quando li scoperchia, si possono vedere dei puntini sulla gelatina. «Sono le proteine?», azzarda Marcello. «Solo indirettamente. Le proteine sono troppo piccole per essere viste ad occhio nudo. I puntini sono composti da cellule di lievito che esprimono per proteine coinvolte nel processo di coagulazione del sangue.» «Ovviamente il lievito non ha una circolazione sanguigna», sottolinea il biologo. Ma è affascinante osservare come gli organismi unicellulari riescono a trascrivere e poi tradurre i nuovi geni in proteine. «Le cellule del lievito sono semplicemente geniali!», afferma lo scienziato, «con questi piccoli assistenti riesco a scoprire molti dettagli che saranno poi utili a capire meglio le malattie cardiovascolari.»

«Venite tutti qui. Vi faccio veder qualcosa di straordinario!», annuncia una ricercatrice davanti alla porta e conduce i ragazzi in un altro reparto. «Questo è il nostro piccolo zoo. In questo momento abbiamo solo dei topi e la maggior parte è ancora k.o.» «Perché? Mandate i topi sul ring?», chiede un ragazzo sghignazzando. «Certo che no», risponde la scienziata. «I topi ~knock-out~ sono animali nei quali si è silenziato un gene. Se il gene manca, non si sintetizza più neanche la relativa proteina. Se per esempio il pelo dell'animale improvvisamente non è più marrone, si deduce che il gene disattivato era responsabile del colore del pelo.» La ricercatrice mette un contenitore sotto al microscopio. Grazie all'ingrandimento appaiono delle piccole sfere cellulari. «Sono dei giovani embrioni di topo», spiega la biologa mentre tiene attentamente un embrione. Con una cannula avvicina una sola cellula all'embrione. I ragazzi trattengono il respiro. «Adesso inseriamo la cellula nell'embrione», spiega. «Nella cellula, il gene è stato messo k.o. per una determinata proteina e risulta quindi disattivato.»

Un assistente di laboratorio porta un topo. L'animale è stato sedato e dorme. La scienziata lo posa delicatamente sul tavolo. «Il piano di lavoro è caldo per evitare che il corpicino non si raffreddi», spiega e incide la pelliccia del topo. L'animale dovrà diventare la madre del topolino da poco geneticamente modificato. Gli embrioni vengono inseriti nell'utero. «Ora è incinta», dichiara. «Alcuni individui della progenie avranno incorporato il gene in modo che la proteina che stiamo analizzando non venga sintetizzata. In questo modo si possono studiare sugli animali le cause e le possibili cure delle malattie.» I ragazzi allungano il collo per guardare e fanno cenno di avere capito. Alcuni sono affascinati, altri piuttosto scettici.

Il pomeriggio i ragazzi vanno a visitare una serra piena di piante di pomodori. «Se osservate attentamente, vedrete che sui pomodori vi sono dei punti marci, spiega il ricercatore. «È colpa del fungo Botrytis cinerea, che attacca anche le fragole.» La sua équipe di ricerca studia quali varietà di pomodori sono più o meno colpite dal fungo. «Vogliamo scoprire quali sono le differenze fra le varietà. Quali geni sono necessari perché la pianta riesca a difendersi dal fungo? È possibile inserire il gene in questione in una varietà di pomodoro più fragile?»

Al ritorno i ragazzi discutono vivacemente. «Ha l'aria difficile questa ingegneria genetica», dichiara uno dei giovani. «Non proprio convincente», ritiene un'altra. «Dovrei saperne di più per poter decidere quali sono i lati positivi e quelli negativi dell'ingegneria genetica.» Sonia è d'accordo. «Non avrei mai immaginato che la ricerca di base applicasse l'ingegneria genetica in così tanti campi di ricerca», commenta. «È tutto così minuscolo!», aggiunge Marcello ridendo. «Meno male che gli scienziati hanno avuto l'idea di studiare l'espressione dei geni nelle cellule di lievito o nelle cellule di topo.»

Link utili

Top

made by