3 Agricoltura e alimentazione
3.6 Autorizzazione, dichiarazione, valori limite
La maggioranza degli Svizzeri sono scettici o addirittura
contrari all'impiego dell'ingegneria genetica nell'agricoltura e
nell'alimentazione. I motivi sono di diversa natura. Innanzitutto,
i prodotti GM ammessi non presentano oggi vantaggi concreti
per i consumatori. Il dibattito sulle piante e sugli alimenti geneticamente
manipolati è spesso caratterizzato da critiche grossolane
e da pericoli ipotetici. Ciò nonostante i prodotti GM finora
autorizzati si siano rivelati sicuri per l'uomo, gli animali e l'ambiente.
Proprio come ancorato nella legge sull'ingegneria genetica
e quella sulle derrate alimentari: I prodotti GM vengono
ammessi dalle autorità solo se allo stato attuale della scienza si
possono escludere dei rischi per la salute e l'ambiente.
Libertà di scelta grazie all'etichettatura
Il secondo pilastro accanto alla tutela della salute è quello della
protezione contro l'inganno dei consumatori: In Svizzera, i prodotti
GM devono essere etichettati. L'ordinanza sulle derrate alimentari
prevede che un alimento deve essere considerato geneticamente
modificato se contiene OGM in misura superiore allo
0,9 % in massa. Tale limite di tolleranza è stato inserito perché
durante il raccolto, il trasporto o la lavorazione è praticamente
impossibile evitare un contatto indesiderato fra prodotti convenzionali
e GM. Nei foraggi, il limite di tolleranza è ugualmente
dello 0,9 %, nelle semenze è invece dello 0,5 %.
Coesistenza significa fianco a fianco
La legge protegge anche la produzione agricola esente da
organismi geneticamente modificati. È incontestabile che la
convivenza di sistemi di coltivazione con o senza ingegneria
genetica in superfici agricole così ridotte come quelle svizzere,
è estremamente complessa da realizzare. Diversi studi hanno
però dimostrato che la coesistenza - a seconda della specie
vegetale - è possibile. Nella patata, per esempio, il pericolo di
esincrocio (outbreeding) per pollinizzazione è escluso poiché
la patata si riproduce per tuberi. Anche il frumento non è problematico,
essendo una pianta autogama la cui riproduzione
avviene per autofecondazione. Nel mais basta una distanza
d'isolamento di 50 metri fra un campo con o senza OGM per
ridurre il rischio d'ibridazione spontanea al di sotto dello 0,5 %.
Ma esistono altre colture, come la segale, il cui polline vola
molto lontano senza perdere la propria fecondità. In questo
caso è molto difficile separare nettamente le varietà. È inoltre
necessaria una separazione del flusso di merci al momento del
raccolto e della trasformazione.

Link utili
© 2009
, casella postale, 3000 Berna 14 - Tel.: +41 31 356 73 84, Fax +41 31 356 73 01
Ultima modifica: 2009-06-09 11:18:23