2 Medicina

2.4 Vaccini e anticorpi

Anna trova che sia stupido vaccinarsi. Papà le ha spiegato che la puntura la protegge da una malattia che la costringerebbe a rimanere a letto o che potrebbe causarle una terribile infiammazione del cervello, una malattia che si chiama meningite. Anna non capisce bene. Ma papà le ha anche detto che le regalerà un libro con tante belle immagini se sarà coraggiosa dal medico. Questo Anna l'ha capito benissimo.

Prevenire è meglio che curare, o in altri termini: meglio vaccinarsi che ammalarsi. Soprattutto per le malattie che potrebbero mettere a repentaglio la nostra vita. Vi sono due tipi di vaccini. Nell'immunizzazione attiva, si stimola il corpo a produrre anticorpi contro gli agenti patogeni. La vaccinazione passiva è una misura di emergenza: si iniettano direttamente gli anticorpi (p.e. quando vi è un rischio di tetano). In passato gli anticorpi venivano ottenuti dalle donazioni di sangue umano. Oggi vengono prodotti con metodi biotecnologici; vengono chiamati anticorpi monoclonali. Grazie all'ingegneria genetica, anche i frammenti di agenti patogeni (antigeni) necessari all'immunizzazione attiva vengono sintetizzati in laboratorio. Nel 1985 si è autorizzato il primo vaccino prodotto con l'ingegneria genetica. Protegge la persona vaccinata dall'epatite B, che se non viene curata può provocare cirrosi e tumore al fegato. Da qualche anno, gli anticorpi vengono impiegati anche per curare le malattie croniche. È già stata rilasciata l'autorizzazione per 18 anticorpi terapeutici prodotti con ingegneria genetica, per curare per esempio i reumatismi o determinate allergie. Un altro esempio è l'anticorpo che contrasta la degenerescenza oculare, conservando così la vista delle persone anziane.

Vaccini ottimizzati
La ricerca si sforza costantemente di migliorare i vaccini, per esempio quello della malaria che ogni anno causa tre milioni di morti in tutto il mondo. In questo campo, il sequenziamento del patrimonio genetico dell'agente patogeno è una buona premessa per lo sviluppo di nuove sostanze attive. Grazie proprio all'ingegneria genetica, oggi si può meglio reagire a nuovi agenti patogeni come i virus della Sars o dell'influenza aviaria. Una nuova tecnica sperimentale vuole utilizzare come vaccino frammenti di DNA dell'agente patogeno. I vaccini a DNA hanno il vantaggio di dover essere somministrati una sola volta e di essere facilmente conservabili. Un aspetto particolarmente interessante per i paesi caldi.

Un vaccino contro il cancro
I vaccini a noi più familiari sono sicuramente quelli contro le malattie infantili e quelli con scopo profilattico che si eseguono prima di intraprendere un viaggio all'estero. La ricerca sta studiando però anche dei vaccini contro il cancro, il diabete e l'Alzheimer. Da poco è stata introdotta un'immunizzazione contro il tumore del collo dell'utero, un tipo di cancro molto diffuso: In Svizzera ogni giorno una donna contrae questo tipo di tumore. La particolarità di questa forma di cancro è che viene essenzialmente scatenata dal virus del papilloma umano (HPV). Il vaccino prodotto con l'ingegneria genetica protegge da quattro tipi di questo virus ed impedisce l'insorgere del 70 % di casi di cancro. La vaccinazione funziona però solo nelle donne che non sono mai state in contatto con tale virus. La vaccinazione dovrebbe quindi avvenire prima del primo rapporto sessuale.
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Medicina - Immunsystem und Impfungen
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1. Il corpo viene attaccato
Se una persona viene colpita da un agente patogeno, questo scatena nei tessuti una reazione infiammatoria e disturbi come febbre, diarrea, dolori, ecc.
2. L'organismo reagisce
dai macrofagi. Dopo aver digerito l'agente patogeno, il macrofago presenta sul suo involucro cellulare determinate strutture superficiali dell'agente patogeno - l'antigene.
3. Il sistema immunitario viene attivato
Una cellula ausiliaria si fissa a un antigene sul macrofago e attiva una cellula B, spingendola a dividersi. Da un lato il meccanismo provoca la produzione di cellule B che liberano anticorpi in grado di bloccare l'agente patogeno e di iniziarne l'eliminazione. Dall'altro lato si formano delle cellule memoria che registrano la struttura dell'anticorpo necessario a sconfiggere un determinato agente patogeno (p.e. contro il virus della rosolia). Coloro che hanno già avuto la malattia sono così protetti da una nuova eventuale infezione, poiché il loro sistema immunitario ha già reagito rapidamente con gli anticorpi giusti.
Vaccinazione attiva:
Nell'immunizzazione attiva, il vaccino è composto da agenti patogeni vivi ma indeboliti (attenuati) o da loro frammenti. I macrofagi fagocitano le particelle, che non scatenano la malattia, ma agiscono come degli antigeni. L'immunizzazione, ossia la produzione di anticorpi specifici e di cellule memoria, avviene quindi senza che la persona debba contrarre la malattia potenzialmente fatale. L'organismo è equipaggiato contro una nuova infezione, poiché può reagire immediatamente.
Vaccinazione passiva:
La vaccinazione passiva somministra anticorpi, che circolano però nell'organismo solo per alcuni giorni o settimane, il tempo necessario per proteggere la persona vaccinata. Non si formano cellule memoria che sono in grado di reagire rapidamente all'infezione anche dopo anni. Il sistema immunitario non viene attivato.

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